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    Cosimo De Angelis

ISBN: 978-88-904973-9-1
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La mia storia nella seconda Guerra Mondiale (1° gennaio 1941 – 13 marzo 1946)

di Cosimo De Angelis «A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Esse continuano a vivere dopo di lui, e così egli diventa immortale». Ogni narrazione è di per sé affascinante, ma se raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona. Si arricchisce di particolari sfumature che la rendono ancora più interessante. Cosimo De Angelis ha conservato, nel corso della sua vita, il ricordo di anni terribili eppure allo stesso tempo bellissimi. Il suo scritto "La mia storia nella seconda Guerra Mondiale" non ha la pretesa di essere un romanzo, né un racconto d’avventura, né un reportage giornalistico. E' coinvolgente e tanto forte da contenere tutti questi stili contemporaneamente.
Questo libro vuole essere una testimonianza diretta del più grande conflitto armato della storia, una guerra che, come tutte, ha portato distruzioni e devastazioni sia fisiche che psicologiche. Il libro si sviluppa parola dopo parola, come i passi lenti mossi lungo una strada tortuosa ma preziosa. La memoria e la verità storica, a volte fatta di ricordi laceranti e strazianti, sentimenti che, per chi non è stato dentro la guerra, non potrà mai comprendere del tutto. Ma che se non è possibile comprendere del tutto possiamo forse avvicinarci riducendo la distanza che ci separa da quegli anni bui. Nella nostra indifferenza che misuriamo la nostra distanza dal mondo, ed è nella nostra sensibilità che misuriamo la nostra vicinanza al mondo. Ciò che colpisce di più in questa narrazione è la lucidità e la precisione con le quali vengono ricordati i nomi delle persone incontrate, compagni, colonnelli, generali. Con la stessa precisione vengono ricordati i nomi e le posizioni di luoghi attraversati, luoghi lontani, mai visitati e mai uditi prima di quel momento.

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Cosimo De Angelis è nato il 22 settembre 1921 a Sala Consilina (SA) da De Angelis Donato (1885-1971) e Spolzino Michelina (1891-1970). E' quinto di nove figli: Maria, Domenico, Antonio, Angelina, Cosimo,  Carmine, Giovanni, Nicola, Michele. Le origini paterne erano di Acerno mentre quelle materne erano di Sala Consilina, due paesi in provincia di Salerno.  Insignito di Croce al Merito di Guerra e del titolo di Cavaliere della Patria per aver partecipato alla Seconda Guerra Mondiale. Socio dell’Opera Nazionale Invalidi di Guerra nella sezione si Salerno fin dal 1954, e tutt’oggi socio. Custode presso il museo Nazionale di Paestum dagli inizi del 1972 fino a giugno 1976. In seguito è trasferito dalla Sovrintendenza archeologica di Salerno a Sala Consilina con l’incarico di sorvegliare gli eventuali scavi archeologici eseguiti dai privati nelle fondazioni per le costruzioni di case nel Vallo di Diano, principalmente a Sala Consilina, e rinvenendo reperti affiorati dagli scavi, fino al 22 settembre 1986, data di pensionamento. Sposato il 26 ottobre 1946 con Marmo Gelsomina ha tre figli: Donato, Andrea e Antonio.
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Riassunto

«A furia di raccontare le sue storie, un uomo diventa quelle storie. Esse continuano a vivere dopo di lui, e così egli diventa immortale». Ogni narrazione è di per sé affascinante, ma se raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona. Si arricchisce di particolari sfumature che la rendono ancora più interessante. Cosimo De Angelis ha conservato, nel corso della sua vita, il ricordo di anni terribili eppure allo stesso tempo bellissimi. Il suo scritto “La mia storia nella seconda Guerra Mondiale” non ha la pretesa di essere un romanzo, né un racconto d’avventura, né un reportage giornalistico. E’ coinvolgente e tanto forte da contenere tutti questi stili contemporaneamente.


Questo libro vuole essere una testimonianza diretta del più grande conflitto armato della storia, una guerra che, come tutte, ha portato distruzioni e devastazioni sia fisiche che psicologiche. Il libro si sviluppa parola dopo parola, come i passi lenti mossi lungo una strada tortuosa ma preziosa. La memoria e la verità storica, a volte fatta di ricordi laceranti e strazianti, sentimenti che, per chi non è stato dentro la guerra, non potrà mai comprendere del tutto. Ma che se non è possibile comprendere del tutto possiamo forse avvicinarci riducendo la distanza che ci separa da quegli anni bui. Nella nostra indifferenza che misuriamo la nostra distanza dal mondo, ed è nella nostra sensibilità che misuriamo la nostra vicinanza al mondo. Ciò che colpisce di più in questa narrazione è la lucidità e la precisione con le quali vengono ricordati i nomi delle persone incontrate, compagni, colonnelli, generali. Con la stessa precisione vengono ricordati i nomi e le posizioni di luoghi attraversati, luoghi lontani, mai visitati e mai uditi prima di quel momento.

“La mia storia nella seconda Guerra Mondiale (1° gennaio 1941 – 13 marzo 1946)”

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