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La coda del rospo

di Raffaele Votta “La coda del Rospo”, metafora di per se emblematica di un uomo che si dibatte “nell’acqua della vita”, è un esempio mirabile di poesie sapienti, costruite sul lirismo intimo la cui aspirazione è sostanzialmente popolare, comunicativa, che rimanda sempre al “noi”, superando le inquietudini personali in una visione corale. In questo percorso l’autore evidenzia il suo profondo legame con la terra delle sue radici, col suo borgo galeotto e col passato che ritorna.  "La coda di rospo, un viaggio intimo immagini efficaci di una Lucania poetica, non irreale, con frequenti incursioni nel sociale.  

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Raffaele Votta, nato a Marsico Nuovo il 9 dicembre 1942, ha conseguito in Salerno la maturità scientifica nel 1961. Ha maturato diverse esperienze universitarie (scientifiche, umanistiche e giuridiche) senza completare alcun corso di studi. Pubblico funzionario dal 1972 in diversi settori della pubblica amministrazione (Enti locali e Servizio sanitario), ha collaborato con testate a diffusione nazionale come corrispondente locale. Nel 1972 pubblica Canzone per Lucia preceduto da un saggio critico di A. Lotierzo. Fondatore ed animatore della rivista “NUOVE NOTE”, ha in preparazione un romanzo la cui storia si snoda tra la decadente borghesia meridionale e l’Italia coloniale.
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Riassunto

“La coda del Rospo”, metafora di per se emblematica di un uomo che si dibatte “nell’acqua della vita”, è un esempio mirabile di poesie sapienti, costruite sul lirismo intimo la cui aspirazione è sostanzialmente popolare, comunicativa, che rimanda sempre al “noi”, superando le inquietudini personali in una visione corale. In questo percorso l’autore evidenzia il suo profondo legame con la terra delle sue radici, col suo borgo galeotto e col passato che ritorna.  “La coda di rospo, un viaggio intimo immagini efficaci di una Lucania poetica, non irreale, con frequenti incursioni nel sociale.

 

“La coda del rospo”

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